{"id":8015,"date":"2010-10-18T15:32:00","date_gmt":"2010-10-18T13:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivescovi.ch\/?p=8015"},"modified":"2021-02-01T10:47:36","modified_gmt":"2021-02-01T09:47:36","slug":"lettera-del-santo-padre-benedetto-xvi-al-seminaristi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.sbkcescvs.ch\/ivescovi\/lettera-del-santo-padre-benedetto-xvi-al-seminaristi\/","title":{"rendered":"Lettera del santo padre Benedetto XVI al seminaristi"},"content":{"rendered":"\n<p id=\"yui_3_15_0_1_1611325895097_197\"><em>Cari Seminaristi<\/em>,<\/p>\n\n\n\n<p>nel dicembre 1944, quando fui chiamato al servizio militare, il comandante di compagnia domand\u00f2 a ciascuno di noi a quale professione aspirasse per il futuro. Risposi di voler diventare sacerdote cattolico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sottotenente replic\u00f2: Allora Lei deve cercarsi qualcos\u2019altro. Nella nuova Germania non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 bisogno di preti. Sapevo che questa \u201cnuova Germania\u201d era gi\u00e0 alla fine, e che dopo le enormi devastazioni portate da quella follia sul Paese, ci sarebbe stato bisogno pi\u00f9 che mai di sacerdoti. Oggi, la situazione \u00e8 completamente diversa. In vari modi, per\u00f2, anche oggi molti pensano che il sacerdozio cattolico non sia una \u201cprofessione\u201d per il futuro, ma che appartenga piuttosto al passato. Voi, cari amici, vi siete decisi ad entrare in seminario, e vi siete, quindi, messi in cammino verso il ministero sacerdotale nella Chiesa Cattolica, contro tali obiezioni e opinioni. Avete fatto bene a farlo. Perch\u00e9 gli uomini avranno sempre bisogno di Dio, anche nell\u2019epoca del dominio tecnico del mondo e della globalizzazione: del Dio che ci si \u00e8 mostrato in Ges\u00f9 Cristo e che ci raduna nella Chiesa universale, per imparare con Lui e per mezzo di Lui la vera vita e per tenere presenti e rendere efficaci i criteri della vera umanit\u00e0. Dove l\u2019uomo non percepisce pi\u00f9 Dio, la vita diventa vuota; tutto \u00e8 insufficiente. L\u2019uomo cerca poi rifugio nell\u2019ebbrezza o nella violenza, dalla quale proprio la giovent\u00f9 viene sempre pi\u00f9 minacciata. Dio vive. Ha creato ognuno di noi e conosce, quindi, tutti. \u00c8 cos\u00ec grande che ha tempo per le nostre piccole cose: \u201cI capelli del vostro capo sono tutti contati\u201d. Dio vive, e ha bisogno di uomini che esistono per Lui e che Lo portano agli altri. S\u00ec, ha senso diventare sacerdote: il mondo ha bisogno di sacerdoti, di pastori, oggi, domani e sempre, fino a quando esister\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il seminario \u00e8 una comunit\u00e0 in cammino verso il servizio sacerdotale. Con ci\u00f2, ho gi\u00e0 detto qualcosa di molto importante: sacerdoti non si diventa da soli. Occorre la \u201ccomunit\u00e0 dei discepoli\u201d, l\u2019insieme di coloro che vogliono servire la comune Chiesa. Con questa lettera vorrei evidenziare \u2013 anche guardando indietro al mio tempo in seminario \u2013 qualche elemento importante per questi anni del vostro essere in cammino.<\/p>\n\n\n\n<p>1. Chi vuole diventare sacerdote, dev\u2019essere soprattutto un \u201cuomo di Dio\u201d, come lo descrive san Paolo (<em>1 Tm <\/em>6,11). Per noi Dio non \u00e8 un\u2019ipotesi distante, non \u00e8 uno sconosciuto che si \u00e8 ritirato dopo il \u201cbig bang\u201d. Dio si \u00e8 mostrato in Ges\u00f9 Cristo. Nel volto di Ges\u00f9 Cristo vediamo il volto di Dio. Nelle sue parole sentiamo Dio stesso parlare con noi. Perci\u00f2 la cosa pi\u00f9 importante nel cammino verso il sacerdozio e durante tutta la vita sacerdotale \u00e8 il rapporto personale con Dio in Ges\u00f9 Cristo. Il sacerdote non \u00e8 l\u2019amministratore di una qualsiasi associazione, di cui cerca di mantenere e aumentare il numero dei membri. \u00c8 il messaggero di Dio tra gli uomini. Vuole condurre a Dio e cos\u00ec far crescere anche la vera comunione degli uomini tra di loro. Per questo, cari amici, \u00e8 tanto importante che impariate a vivere in contatto costante con Dio. Quando il Signore dice: \u201cPregate in ogni momento\u201d, naturalmente non ci chiede di dire continuamente parole di preghiera, ma di non perdere mai il contatto interiore con Dio. Esercitarsi in questo contatto \u00e8 il senso della nostra preghiera. Perci\u00f2 \u00e8 importante che il giorno incominci e si concluda con la preghiera. Che ascoltiamo Dio nella lettura della Scrittura. Che gli diciamo i nostri desideri e le nostre speranze, le nostre gioie e sofferenze, i nostri errori e il nostro ringraziamento per ogni cosa bella e buona, e che in questo modo Lo abbiamo sempre davanti ai nostri occhi come punto di riferimento della nostra vita. Cos\u00ec diventiamo sensibili ai nostri errori e impariamo a lavorare per migliorarci; ma diventiamo sensibili anche a tutto il bello e il bene che riceviamo ogni giorno come cosa ovvia, e cos\u00ec cresce la gratitudine. Con la gratitudine cresce la gioia per il fatto che Dio ci \u00e8 vicino e possiamo servirlo.<\/p>\n\n\n\n<p>2. Dio non \u00e8 solo una parola per noi. Nei Sacramenti Egli si dona a noi in persona, attraverso cose corporali. Il centro del nostro rapporto con Dio e della configurazione della nostra vita \u00e8 l\u2019Eucaristia. Celebrarla con partecipazione interiore e incontrare cos\u00ec Cristo in persona, dev\u2019essere il centro di tutte le nostre giornate. San Cipriano ha interpretato la domanda del Vangelo: \u201cDacci oggi il nostro pane quotidiano\u201d, dicendo, tra l\u2019altro, che \u201cnostro\u201d pane, il pane che possiamo ricevere da cristiani nella Chiesa, \u00e8 il Signore eucaristico stesso. Nella domanda del Padre Nostro preghiamo quindi che Egli ci doni ogni giorno questo \u201cnostro\u201d pane; che esso sia sempre il cibo della nostra vita. Che il Cristo risorto, che si dona a noi nell\u2019Eucaristia, plasmi davvero tutta la nostra vita con lo splendore del suo amore divino. Per la retta celebrazione eucaristica \u00e8 necessario anche che impariamo a conoscere, capire e amare la liturgia della Chiesa nella sua forma concreta. Nella liturgia preghiamo con i fedeli di tutti i secoli \u2013 passato, presente e futuro si congiungono in un unico grande coro di preghiera. Come posso affermare per il mio cammino personale, \u00e8 una cosa entusiasmante imparare a capire man mano come tutto ci\u00f2 sia cresciuto, quanta esperienza di fede ci sia nella struttura della liturgia della Messa, quante generazioni l\u2019abbiano formata pregando.<\/p>\n\n\n\n<p>3. Anche il sacramento della Penitenza \u00e8 importante. Mi insegna a guardarmi dal punto di vista di Dio, e mi costringe ad essere onesto nei confronti di me stesso. Mi conduce all\u2019umilt\u00e0. Il Curato d\u2019Ars ha detto una volta: Voi pensate che non abbia senso ottenere l\u2019assoluzione oggi, pur sapendo che domani farete di nuovo gli stessi peccati. Ma \u2013 cos\u00ec dice \u2013 Dio stesso dimentica al momento i vostri peccati di domani, per donarvi la sua grazia oggi. Bench\u00e9 abbiamo da combattere continuamente con gli stessi errori, \u00e8 importante opporsi all\u2019abbrutimento dell\u2019anima, all\u2019indifferenza che si rassegna al fatto di essere fatti cos\u00ec. \u00c8 importante restare in cammino, senza scrupolosit\u00e0, nella consapevolezza riconoscente che Dio mi perdona sempre di nuovo. Ma anche senza indifferenza, che non farebbe pi\u00f9 lottare per la santit\u00e0 e per il miglioramento. E, nel lasciarmi perdonare, imparo anche a perdonare gli altri. Riconoscendo la mia miseria, divento anche pi\u00f9 tollerante e comprensivo nei confronti delle debolezze del prossimo.<\/p>\n\n\n\n<p>4. Mantenete pure in voi la sensibilit\u00e0 per la piet\u00e0 popolare, che \u00e8 diversa in tutte le culture, ma che \u00e8 pur sempre molto simile, perch\u00e9 il cuore dell\u2019uomo alla fine \u00e8 lo stesso. Certo, la piet\u00e0 popolare tende all\u2019irrazionalit\u00e0, talvolta forse anche all\u2019esteriorit\u00e0. Eppure, escluderla \u00e8 del tutto sbagliato. Attraverso di essa, la fede \u00e8 entrata nel cuore degli uomini, \u00e8 diventata parte dei loro sentimenti, delle loro abitudini, del loro comune sentire e vivere. Perci\u00f2 la piet\u00e0 popolare \u00e8 un grande patrimonio della Chiesa. La fede si \u00e8 fatta carne e sangue. Certamente la piet\u00e0 popolare dev\u2019essere sempre purificata, riferita al centro, ma merita il nostro amore, ed essa rende noi stessi in modo pienamente reale \u201cPopolo di Dio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>5. Il tempo in seminario \u00e8 anche e soprattutto tempo di studio. La fede cristiana ha una dimensione razionale e intellettuale che le \u00e8 essenziale. Senza di essa la fede non sarebbe se stessa. Paolo parla di una \u201cforma di insegnamento\u201d, alla quale siamo stati affidati nel battesimo (<em>Rm <\/em>6,17). Voi tutti conoscete la parola di San Pietro, considerata dai teologi medioevali la giustificazione per una teologia razionale e scientificamente elaborata: \u201cPronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi \u2018ragione\u2019 (<em>logos<\/em>) della speranza che \u00e8 in voi\u201d (<em>1 Pt <\/em>3,15). Imparare la capacit\u00e0 di dare tali risposte, \u00e8 uno dei principali compiti degli anni di seminario. Posso solo pregarvi insistentemente: Studiate con impegno! Sfruttate gli anni dello studio! Non ve ne pentirete. Certo, spesso le materie di studio sembrano molto lontane dalla pratica della vita cristiana e dal servizio pastorale. Tuttavia \u00e8 completamente sbagliato porre sempre subito la domanda pragmatica: Mi potr\u00e0 servire questo in futuro? Sar\u00e0 di utilit\u00e0 pratica, pastorale? Non si tratta appunto soltanto di imparare le cose evidentemente utili, ma di conoscere e comprendere la struttura interna della fede nella sua totalit\u00e0, cos\u00ec che essa diventi risposta alle domande degli uomini, i quali cambiano, dal punto di vista esteriore, di generazione in generazione, e tuttavia restano in fondo gli stessi. Perci\u00f2 \u00e8 importante andare oltre le mutevoli domande del momento per comprendere le domande vere e proprie e capire cos\u00ec anche le risposte come vere risposte. \u00c8 importante conoscere a fondo la Sacra Scrittura interamente, nella sua unit\u00e0 di Antico e Nuovo Testamento: la formazione dei testi, la loro peculiarit\u00e0 letteraria, la graduale composizione di essi fino a formare il canone dei libri sacri, l\u2019interiore unit\u00e0 dinamica che non si trova in superficie, ma che sola d\u00e0 a tutti i singoli testi il loro significato pieno. \u00c8 importante conoscere i Padri e i grandi Concili, nei quali la Chiesa ha assimilato, riflettendo e credendo, le affermazioni essenziali della Scrittura. Potrei continuare in questo modo: ci\u00f2 che chiamiamo dogmatica \u00e8 il comprendere i singoli contenuti della fede nella loro unit\u00e0, anzi, nella loro ultima semplicit\u00e0: ogni singolo particolare \u00e8 alla fine solo dispiegamento della fede nell\u2019unico Dio, che si \u00e8 manifestato e si manifesta a noi. Che sia importante conoscere le questioni essenziali della teologia morale e della dottrina sociale cattolica, non ho bisogno di dirlo espressamente. Quanto importante sia oggi la teologia ecumenica, il conoscere le varie comunit\u00e0 cristiane, \u00e8 evidente; parimenti la necessit\u00e0 di un orientamento fondamentale sulle grandi religioni, e non da ultima la filosofia: la comprensione del cercare e domandare umano, al quale la fede vuol dare risposta. Ma imparate anche a comprendere e &#8211; oso dire \u2013 ad amare il diritto canonico nella sua necessit\u00e0 intrinseca e nelle forme della sua applicazione pratica: una societ\u00e0 senza diritto sarebbe una societ\u00e0 priva di diritti. Il diritto \u00e8 condizione dell\u2019amore. Ora non voglio continuare ad elencare, ma solo dire ancora una volta: amate lo studio della teologia e seguitelo con attenta sensibilit\u00e0 per ancorare la teologia alla comunit\u00e0 viva della Chiesa, la quale, con la sua autorit\u00e0, non \u00e8 un polo opposto alla scienza teologica, ma il suo presupposto. Senza la Chiesa che crede, la teologia smette di essere se stessa e diventa un insieme di diverse discipline senza unit\u00e0 interiore.<\/p>\n\n\n\n<p>6. Gli anni nel seminario devono essere anche un tempo di maturazione umana. Per il sacerdote, il quale dovr\u00e0 accompagnare altri lungo il cammino della vita e fino alla porta della morte, \u00e8 importante che egli stesso abbia messo in giusto equilibrio cuore e intelletto, ragione e sentimento, corpo e anima, e che sia umanamente \u201cintegro\u201d. La tradizione cristiana, pertanto, ha sempre collegato con le \u201cvirt\u00f9 teologali\u201d anche le \u201cvirt\u00f9 cardinali\u201d, derivate dall\u2019esperienza umana e dalla filosofia, e in genere la sana tradizione etica dell\u2019umanit\u00e0. Paolo lo dice ai Filippesi in modo molto chiaro: \u201cIn conclusione, fratelli, quello che \u00e8 vero, quello che \u00e8 nobile, quello che \u00e8 giusto, quello che \u00e8 puro, quello che \u00e8 amabile, quello che \u00e8 onorato, ci\u00f2 che \u00e8 virt\u00f9 e ci\u00f2 che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri\u201d (4,8). Di questo contesto fa parte anche l\u2019integrazione della sessualit\u00e0 nell\u2019insieme della personalit\u00e0. La sessualit\u00e0 \u00e8 un dono del Creatore, ma anche un compito che riguarda lo sviluppo del proprio essere umano. Quando non \u00e8 integrata nella persona, la sessualit\u00e0 diventa banale e distruttiva allo stesso tempo. Oggi vediamo questo in molti esempi nella nostra societ\u00e0. Di recente abbiamo dovuto constatare con grande dispiacere che sacerdoti hanno sfigurato il loro ministero con l\u2019abuso sessuale di bambini e giovani. Anzich\u00e9 portare le persone ad un\u2019umanit\u00e0 matura ed esserne l\u2019esempio, hanno provocato, con i loro abusi, distruzioni di cui proviamo profondo dolore e rincrescimento. A causa di tutto ci\u00f2 pu\u00f2 sorgere la domanda in molti, forse anche in voi stessi, se sia bene farsi prete; se la via del celibato sia sensata come vita umana. L\u2019abuso, per\u00f2, che \u00e8 da riprovare profondamente, non pu\u00f2 screditare la missione sacerdotale, la quale rimane grande e pura. Grazie a Dio, tutti conosciamo sacerdoti convincenti, plasmati dalla loro fede, i quali testimoniano che in questo stato, e proprio nella vita celibataria, si pu\u00f2 giungere ad un\u2019umanit\u00e0 autentica, pura e matura. Ci\u00f2 che \u00e8 accaduto, per\u00f2, deve renderci pi\u00f9 vigilanti e attenti, proprio per interrogare accuratamente noi stessi, davanti a Dio, nel cammino verso il sacerdozio, per capire se ci\u00f2 sia la sua volont\u00e0 per me. \u00c8 compito dei padri confessori e dei vostri superiori accompagnarvi e aiutarvi in questo percorso di discernimento. \u00c8 un elemento essenziale del vostro cammino praticare le virt\u00f9 umane fondamentali, con lo sguardo rivolto al Dio manifestato in Cristo, e lasciarsi, sempre di nuovo, purificare da Lui.<\/p>\n\n\n\n<p>7. Oggi gli inizi della vocazione sacerdotale sono pi\u00f9 vari e diversi che in anni passati. La decisione per il sacerdozio si forma oggi spesso nelle esperienze di una professione secolare gi\u00e0 appresa. Cresce spesso nelle comunit\u00e0, specialmente nei movimenti, che favoriscono un incontro comunitario con Cristo e la sua Chiesa, un\u2019esperienza spirituale e la gioia nel servizio della fede. La decisione matura anche in incontri del tutto personali con la grandezza e la miseria dell\u2019essere umano. Cos\u00ec i candidati al sacerdozio vivono spesso in continenti spirituali completamente diversi. Potr\u00e0 essere difficile riconoscere gli elementi comuni del futuro mandato e del suo itinerario spirituale. Proprio per questo il seminario \u00e8 importante come comunit\u00e0 in cammino al di sopra delle varie forme di spiritualit\u00e0. I movimenti sono una cosa magnifica. Voi sapete quanto li apprezzo e amo come dono dello Spirito Santo alla Chiesa. Devono essere valutati, per\u00f2, secondo il modo in cui tutti sono aperti alla comune realt\u00e0 cattolica, alla vita dell\u2019unica e comune Chiesa di Cristo che in tutta la sua variet\u00e0 \u00e8 comunque solo una. Il seminario \u00e8 il periodo nel quale imparate l\u2019uno con l\u2019altro e l\u2019uno dall\u2019altro. Nella convivenza, forse talvolta difficile, dovete imparare la generosit\u00e0 e la tolleranza non solo nel sopportarvi a vicenda, ma nell\u2019arricchirvi l\u2019un l\u2019altro, in modo che ciascuno possa apportare le sue peculiari doti all\u2019insieme, mentre tutti servono la stessa Chiesa, lo stesso Signore. Questa scuola della tolleranza, anzi, dell\u2019accettarsi e del comprendersi nell\u2019unit\u00e0 del Corpo di Cristo, fa parte degli elementi importanti degli anni di seminario.<\/p>\n\n\n\n<p>Cari seminaristi! Con queste righe ho voluto mostrarvi quanto penso a voi proprio in questi tempi difficili e quanto vi sono vicino nella preghiera. E pregate anche per me, perch\u00e9 io possa svolgere bene il mio servizio, finch\u00e9 il Signore lo vuole. Affido il vostro cammino di preparazione al Sacerdozio alla materna protezione di Maria Santissima, la cui casa fu scuola di bene e di grazia. Tutti vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Dal Vaticano, 18 ottobre 2010, Festa di San Luca, Evangelista.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Vostro nel Signore<br>&nbsp;<strong>BENEDETTO PP. XVI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00a9 Copyright 2010 &#8211; Libreria Editrice Vaticana<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cari Seminaristi, nel dicembre 1944, quando fui chiamato al servizio militare, il comandante di compagnia domand\u00f2 a ciascuno di noi a quale professione aspirasse per il futuro. Risposi di voler diventare sacerdote cattolico. Il sottotenente replic\u00f2: Allora Lei deve cercarsi qualcos\u2019altro. Nella nuova Germania non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 bisogno di preti. 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