{"id":8010,"date":"2012-10-11T15:21:00","date_gmt":"2012-10-11T13:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivescovi.ch\/?p=8010"},"modified":"2021-01-22T15:51:37","modified_gmt":"2021-01-22T14:51:37","slug":"appello-dei-vescovi-svizzeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.sbkcescvs.ch\/ivescovi\/appello-dei-vescovi-svizzeri\/","title":{"rendered":"Appello dei vescovi svizzeri"},"content":{"rendered":"\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Apertura del giubileo per i 50 anni del Concilio Vaticano II<\/h5>\n\n\n\n<p><strong>Su invito della Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS) pi\u00f9 di 200 delegati delle Diocesi svizzere, invitati della CVS e numerosi fedeli si sono ritrovati a Berna gioved\u00ec 11 ottobre &nbsp;per l\u2019apertura del Giubileo del Concilio Vaticano II. Questo evento di importanza cruciale per il presente e l\u2019avvenire della Chiesa, si \u00e8 infatti tenuto 50 anni orsono. Durante la celebrazione nella Basilica della Trinit\u00e0, i vescovi hanno trasmesso ai fedeli un messaggio d\u2019apertura per questo Giubileo che durer\u00e0 tre anni.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Leggi il testo integrale del messaggio:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Appello dei Vescovi svizzeri in occasione dell&#8217;apertura del giubileo per i 50 anni del Concilio Vaticano II (2012-2015)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p id=\"yui_3_15_0_1_1611324996687_200\"><strong>1. La sorpresa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fu una sorpresa per tutti l\u2019annuncio del 25 gennaio 1959, quando l&#8217;anziano Papa Giovanni XXIII (1881-1963) disse che avrebbe convocato un Concilio ecumenico, con due scopi: il rinnovamento della Chiesa e l&#8217;unit\u00e0 dei cristiani.<\/p>\n\n\n\n<p>Non meno sorprendenti furono le sue parole in apertura del Concilio, l&#8217;11 ottobre 1962. Il Papa disse di non condividere il pessimismo dei \u201cprofeti di sventura\u201d. Importante doveva essere l\u2019annuncio della fede tradizionale con modalit\u00e0 che anche l\u2019uomo moderno avrebbe potuto accogliere. Nella Chiesa era necessario porre l\u2019accento sulla misericordia di Dio piuttosto che sulle condanne. Un programma \u2013 detto in una parola \u2013 di \u201caggiornamento\u201d, per rendere pi\u00f9 attuale la proclamazione della fede e delle sue espressioni da parte della Chiesa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 di 2500 vescovi di tutto il mondo si riunirono in Vaticano per quattro sessioni conciliari \u2013 ognuna di circa due mesi, nell\u2019autunno del 1962, 1963, 1964 e 1965 \u2013 per occuparsi dei problemi di una Chiesa che lungo i secoli aveva vissuto una serie di esperienze straordinarie. Nel Medioevo essa stata una potenza dominante, nel XVI secolo aveva sofferto una grave frattura con la Riforma. Nei secoli seguenti fu messa in difficolt\u00e0 dall&#8217;Illuminismo e dalla Rivoluzione francese. A questi fattori di crisi la Chiesa rispose con il Concilio di Trento (1545\u20131563) e il Concilio Vaticano I (1870). Le riforme promosse da questi due concili erano indotte da un atteggiamento di difesa e di diffidenza verso tali cambiamenti epocali. Fu durante un Concilio \u2013 il Vaticano I (1870) \u2013 che il Papa dovette rinunciare al dominio temporale, ma per la Chiesa la perdita fu compensata dall\u2019accento ormai posto sulla propria missione spirituale. Anche il XIX e il XX secolo riservarono alla Chiesa e al mondo nuove e grandi novit\u00e0: la macchina a vapore, il motore a benzina, l\u2019energia elettrica, i viaggi consentiti ormai ovunque nel mondo; la fotografia, la radio, il telefono e la televisione che ormai permettevano la comunicazione a livello universale. Popoli e nazioni, culture e religioni entrarono in contatto tra loro. Ma si ebbero pure nuove guerre, mai viste su cos\u00ec grande scala: guerre mondiali! Il peggio fu raggiunto con lo sterminio di sei milioni di ebrei. Nelle guerre del XX secolo, e a causa del totalitarismo nazista e comunista, non meno di cento milioni di esseri umani si erano uccisi tra loro! Con la bomba atomica l&#8217;umanit\u00e0 giunse sulla soglia dell\u2019autodistruzione. Prese forma allora uno stato d&#8217;animo ambivalente: grazie a tutte le invenzioni e conquiste della tecnica l&#8217;uomo aveva aumentato la propria potenza \u2013 al punto che taluni ritennero potesse ormai fare a meno di Dio, della religione e delle Chiese \u2013 eppure percepiva d\u2019aver raggiunto un limite e di aver perduto il senso della vita. Si guardava dentro e ragionava che la distruzione della stessa umanit\u00e0 era ormai possibile. Cos\u00ec andava il mondo quando Papa Giovanni XXIII, indicendo il Concilio, invit\u00f2 tutti a riflettere su che cosa poteva significare dirsi ed essere cristiani in un tempo come quello.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2. Le acquisizioni pi\u00f9 importanti del Concilio Vaticano II<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Assistiti da teologi, da consultori e da osservatori di altre confessioni cristiane, i Padri del Concilio affrontarono questioni gi\u00e0 in precedenza innescate nella Chiesa dai progressi della teologia, delle scienze bibliche, della liturgia, dal movimento ecumenico, missionario, sociale. Il Concilio approv\u00f2 quattro ampie costituzioni sulla <em>Liturgia<\/em>, sulla <em>Chiesa<\/em>, sulla <em>Rivelazione divina<\/em> e sulla <em>Chiesa nel mondo moderno<\/em>; inoltre produsse documenti importanti sulle comunicazioni sociali, l&#8217;ecumenismo, le Chiese orientali, le religioni non cristiane, la libert\u00e0 religiosa, la cura pastorale da parte dei vescovi, la vita e la formazione dei presbiteri, l&#8217;apostolato dei laici, l&#8217;educazione cristiana e la vita sacerdotale. Altrettanti testi che meritano di essere riletti a cinquant\u2019anni di distanza, perch\u00e9 ci ricordano quel che la Chiesa del Concilio visse e credette.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Vanno qui ricordati \u2013 sia pure in modo incompleto \u2013 alcuni punti importanti e sempre attuali:<\/p>\n\n\n\n<ul><li>la<em>&nbsp;liturgia<\/em> deve essere rinnovata, perch\u00e9 la Parola di Dio sia annunciata meglio e pi\u00f9 abbondantemente. Le celebrazioni devono essere semplificate e devono parlare la lingua della gente, con la partecipazione attiva di tutti i fedeli.<\/li><li>la <em>Chiesa<\/em> va percepita meglio come il Popolo di Dio, nel quale Cristo Redentore incontra gli uomini e li vuole riconciliati con Dio e tra di loro. Tutti sono chiamati alla santit\u00e0: in virt\u00f9 di tale comune vocazione chi ha ricevuto un ordine sacro non deve dominare bens\u00ec servire il Popolo di Dio, nel quale deve attivarsi una comunit\u00e0 viva e fraterna.<\/li><li><em>Dio si rivela<\/em> non solo nella Creazione e con la sua Parola, ma soprattutto nella persona di Cristo Ges\u00f9. La testimonianza di chi lo ha conosciuto si \u00e8 riversata nelle Sacre Scritture e nella tradizione della Chiesa.<\/li><li>la <em>Chiesa<\/em> si apre <em>al mondo moderno<\/em>, senza adeguarvisi ma rendendovi presente il messaggio salvifico di Ges\u00f9 Cristo.<\/li><li>La Chiesa apprezza ogni bont\u00e0 e grandezza presente nelle <em>religioni non cristiane<\/em>. Essa annunciare loro Ges\u00f9 Cristo, che in quanto vero uomo e vero Dio ama e salva tutti gli uomini. Ma ci\u00f2 avviene nel rispetto della libert\u00e0 di ognuno: a nessuno \u00e8 lecito imporre una religione.<\/li><li>Noi cristiani dobbiamo sentirci particolarmente vicini agli <em>Ebrei<\/em>, che sono i nostri fratelli maggiori e ci hanno donato la speranza nel Messia redentore.<\/li><li>Il Decreto sull&#8217;ecumenismo afferma che la ricerca <em>dell\u2019unit\u00e0 di tutti i cristiani<\/em> nell\u2019unica Chiesa visibile \u00e8 compito di ogni cristiano. Ne sono parte costitutiva la conversione, il dialogo e la preghiera, perch\u00e9 in ultima analisi l\u2019unit\u00e0 non possiamo crearla da noi stessi ma la riceviamo come un dono di Dio.<\/li><li>Il Battesimo fonda il <em>sacerdozio comune<\/em> di tutti i cristiani. Tra le persone ordinate (vescovi, presbiteri, diaconi) e i laici la differenza non \u00e8 di grado ma ontologica. Alle persone ordinate spetta in modo proprio l\u2019avvicinare ogni persona a Cristo Redentore.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Abbiamo riferito alcune \u201cparole chiave\u201d del Concilio, che per altro non sono in grado di esprimere tutta la ricchezza e la forza dei testi conciliari. A tutti se ne raccomanda perci\u00f2 la rilettura e lo studio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>3. Invito a riconfrontarsi con il Concilio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nei 50 anni susseguenti al Concilio la ruota della storia non si \u00e8 fermata. All\u2019euforia iniziale \u00e8 subentrato un naturale disincanto. Ma il confronto con le sfide del tempo che viviamo deve proseguire. Siamo immersi in un clima di grandi mutamenti e continuamente dobbiamo chiederci che cosa rimane di importante e di utile della ricca tradizione cristiana, volendo tenere l\u2019essenziale e purificando le forme. Che cosa va particolarmente riflettuto e sviluppato?<\/p>\n\n\n\n<p>Nello spirito del Concilio Vaticano II, dobbiamo chiederci come i cristiani di oggi vivano il sacerdozio comune di tutti i battezzati. E&#8217; sempre vero che ogni battezzato vive in comunit\u00e0 organica con Ges\u00f9 Cristo, che come sommo Sacerdote riconcilia gli uomini con Dio e tra di loro? Il cristiano \u00e8 davvero legato in modo vitale a Cristo nell&#8217;ascolto della sua Parola, nell\u2019unione con chi prega e nell&#8217;impegno di tradurla pienamente nell&#8217;amore per gli altri? Siamo veramente uomini e donne \u201csacerdotali\u201d? Non dovrebbe ogni cristiano, nel mondo secolarizzato e dimentico di Dio, essere consapevolmente una persona sacerdotale, quando con naturalezza e perseveranza si dispone alla preghiera all&#8217;inizio della giornata, prima dei pasti e di ogni fruizione dei doni di Dio? Non dovrebbe il battezzato essere &#8220;sacerdote&#8221; nel suo impegno solidale per il prossimo e per la creazione? Il giubileo del Concilio non ci chiede una ricerca a tutti i costi delle novit\u00e0, bens\u00ec un rientrare in noi stessi per dare nuova vita ai tesori della fede cristiana, senza correre in false direzioni. Ma tornare a prima del Concilio non lo possiamo n\u00e9 lo dobbiamo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>4. Invito a riscoprire la fede cristiana<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, 11 ottobre 2012, a cinquant\u2019anni esatti dall&#8217;apertura del Concilio Vaticano II, trecento vescovi di tutto il mondo sono riuniti attorno a Papa Benedetto XVI per la 13. Assemblea ordinaria del Sinodo dei vescovi, prevista dal 7 al 28 ottobre. Vi si discuter\u00e0 di \u201cnuova evangelizzazione\u201d. Analizzato sar\u00e0 tra l&#8217;altro il fatto che molti cattolici che pure hanno ricevuto il battesimo, la prima comunione e la cresima non vivono pi\u00f9 una relazione personale con Ges\u00f9 Cristo. Si definiscono cristiani ma ascoltano di rado la Parola di Dio e non celebrano pi\u00f9 l\u2019Eucarestia nella messa domenicale. Si sentono lontani dal corpo mistico di Cristo che \u00e8 la Chiesa. Sono &#8220;sacramentalizzati&#8221;, ma vanno &#8220;ri-evangelizzati&#8221;, perch\u00e9 vivano, preghino e comunichino alla vita di Cristo. Ogni cristiano pu\u00f2 dare una mano: in famiglia, tra gli amici e conoscenti, cominciando magari da un semplice accenno, per esempio quando constata che chi ci circonda non conosce il senso delle feste cristiane. Tutti, \u00e8 vero, ne approfittano: ma sanno quale sia il significato cristiano delle vacanze di Pasqua o della festa di Pentecoste?<\/p>\n\n\n\n<p>La \u201cnuova evangelizzazione\u201d significa che tutta la Chiesa deve riflettere e chiedersi se vive nello spirito di Ges\u00f9 Cristo e del suo Vangelo. \u00c8 abbastanza praticato, nella Chiesa, lo spirito di misericordia di Nostro Signore, oppure siamo troppo rigoristi? \u00c8 la domanda che gi\u00e0 Giovanni XXIII si poneva in apertura del Concilio.<\/p>\n\n\n\n<p>I vescovi svizzeri invitano perci\u00f2 tutti al <strong>Giubileo del Concilio (11.10.2012 \u2013 8.12.2015)<\/strong>, ispirato al tema <strong>\u201eScoprire la fede\u201c<\/strong>, e in tal modo fanno propria l\u2019esortazione all\u2019 &#8220;Anno della fede&#8221; cui ci invita il papa Benedetto XVI.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il primo anno (2012-2013)<\/strong> \u00e8 posto sotto il motto: <strong>&#8220;La fede che celebriamo&#8221;<\/strong>, in cui siamo invitati a riconsiderare soprattutto la Costituzione conciliare sulla liturgia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il motto del <strong>secondo anno<\/strong> \u2013 <strong>&#8220;La fede che ci unisce&#8221;<\/strong>, nel 2014 \u2013 ci invita a studiare le costituzioni conciliari sulla Chiesa e la Rivelazione e i decreti sulle religioni non cristiane, gli Ebrei, l&#8217;ecumenismo e altri temi che hanno pertinenza con la Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;ultimo anno<\/strong> giubilare, il <strong>2015<\/strong>, con il motto <strong>&#8220;La fede che ci impegna&#8221;<\/strong>, lo dedicheremo alla Costituzione conciliare sulla Chiesa nel mondo moderno.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi sono i temi che vogliamo vivere nel giubileo del Concilio (2012\u20132015) e approfondire nelle nostre parrocchie e comunit\u00e0. Sono disponibili su Internet (https:\/\/www.vaticano2.ch in italiano; https:\/\/www.vatican2.ch in francese e https:\/\/www.vaticanum2.ch in tedesco) stimoli e proposte che ognuno pu\u00f2 liberamente riprendere.<\/p>\n\n\n\n<p>La grande novit\u00e0 del Concilio fu che vescovi e fedeli presero a discutere intensamente tra loro sulla fede che li univa. Possa questo giubileo stimolare nuovi interrogativi e nuove discussioni su Dio e sui problemi che viviamo. Rivolgiamo questo appello a tutti e a ciascuno. Da noi dipende che il cristianesimo sia ancora un\u2019esperienza di vita, e che Dio riceva l&#8217;onore e la gratitudine che gli sono dovuti. Dipende da ciascuno di noi se l\u2019amore di Cristo per ogni creatura \u00e8 annunciato e riconosciuto in tutto il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"yui_3_15_0_1_1611324996687_203\"><em>I vescovi svizzeri<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<a class=\"download\" href=\"https:\/\/staging.sbkcescvs.ch\/ivescovi\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2021\/01\/Wort-Vaticanum-I.pdf\" download>Appello dei vescovi svizzeri <i class=\"fa btn btn-download fa-download\" aria-hidden=\"true\"><\/i><\/a>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Apertura del giubileo per i 50 anni del Concilio Vaticano II Su invito della Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS) pi\u00f9 di 200 delegati delle Diocesi svizzere, invitati della CVS e numerosi fedeli si sono ritrovati a Berna gioved\u00ec 11 ottobre &nbsp;per l\u2019apertura del Giubileo del Concilio Vaticano II. 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