{"id":7971,"date":"2007-07-11T11:28:00","date_gmt":"2007-07-11T09:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivescovi.ch\/?p=7971"},"modified":"2021-05-11T08:27:14","modified_gmt":"2021-05-11T06:27:14","slug":"articolo-di-commento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.sbkcescvs.ch\/ivescovi\/articolo-di-commento\/","title":{"rendered":"Articolo di commento ai responsa ad quaestiones de aliquibus sententiis ad doctrinam de Ecclesia pertinentibus"},"content":{"rendered":"\n<p id=\"yui_3_15_0_1_1611313050115_197\"><strong>ARTICOLO DI COMMENTO<\/strong><br><strong>ai<\/strong><br><strong>Responsa ad quaestiones de aliquibus sententiis<\/strong><br><strong>ad doctrinam de Ecclesia pertinentibus<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le diverse questioni alle quali la Congregazione per la Dottrina della Fede intende rispondere vertono sulla visione generale della Chiesa quale emerge dai documenti di carattere dogmatico ed ecumenico del Concilio Vaticano II, il concilio \u201cdella Chiesa sulla Chiesa\u201d, che secondo le parole di Paolo VI ha segnato una \u00abnuova epoca per la Chiesa\u00bb in quanto ha avuto il merito di aver \u00abmeglio tratteggiato e svelato il volto genuino della Sposa di Cristo\u00bb <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftn1\">[1]<\/a>. Non mancano inoltre richiami ai principali documenti dei Pontefici Paolo VI e Giovanni Paolo II e agli interventi della Congregazione per la Dottrina della Fede, tutti ispirati ad una sempre pi\u00f9 approfondita visione della Chiesa stessa, spesso finalizzati ad apportare chiarimenti alla notevole produzione teologica postconciliare, non sempre immune da deviazioni e inesattezze.<\/p>\n\n\n\n<p>La stessa finalit\u00e0 \u00e8 rispecchiata nel presente documento con il quale la Congregazione intende richiamare il significato autentico di alcuni interventi del Magistero in materia di ecclesiologia perch\u00e9 la sana ricerca teologica non venga intaccata da errori o da ambiguit\u00e0. A questo riguardo va tenuto presente il genere letterario dei \u201cResponsa ad quaestiones\u201d, che di natura sua non comportano argomentazioni addotte a comprovare la dottrina esposta, ma si limitano a richiami del precedente Magistero e pertanto intendono dire una parola certa e sicura in materia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo quesito chiedese il Vaticano II abbia mutato la precedente dottrina sulla Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019interrogativo riguarda il significato di quel \u201cnuovo volto\u201d della Chiesa che, secondo le citate parole di Paolo VI, il Vaticano II ha offerto.<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta, fondata sull\u2019insegnamento di Giovanni XXIII e di Paolo VI, \u00e8 molto esplicita: il Vaticano II non ha inteso mutare, e di fatto non ha mutato, la precedente dottrina sulla Chiesa, ma piuttosto l\u2019ha approfondita ed esposta in maniera pi\u00f9 organica. In tal senso vengono riprese le parole di Paolo VI nel suo discorso di promulgazione della Costituzione dogmatica conciliare <em><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19641121_lumen-gentium_it.html\">Lumen gentium<\/a><\/em>, nelle quali si afferma che la dottrina tradizionale non \u00e8 stata affatto mutata, ma \u00abci\u00f2 che era semplicemente vissuto, ora \u00e8 espresso; ci\u00f2 che era incerto, \u00e8 chiarito; ci\u00f2 che era meditato, discusso, e in parte controverso, ora giunge a serena formulazione\u00bb. <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftn2\">[2]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso modo c\u2019\u00e8 continuit\u00e0 tra la dottrina esposta dal Concilio e quella richiamata nei successivi interventi magisteriali che hanno ripreso e approfondito la stessa dottrina, costituendone nel contempo uno sviluppo. In questo senso, ad esempio la Dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede <em><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20000806_dominus-iesus_it.html\">Dominus Iesus<\/a><\/em> ha solo ripreso i testi conciliari e i documenti post-conciliari, senza aggiungere o togliere nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante queste chiare attestazioni, nel periodo postconciliare la dottrina del Vaticano II \u00e8 stata oggetto, e continua ad esserlo, di interpretazioni fuorvianti e in discontinuit\u00e0 con la dottrina cattolica tradizionale sulla natura della Chiesa: se, da una parte, si vedeva in essa una \u201csvolta copernicana\u201d, dall\u2019altra, ci si \u00e8 concentrati su taluni aspetti considerati quasi in contrapposizione con altri. In realt\u00e0 l\u2019intenzione profonda del Concilio Vaticano II era chiaramente di inserire e subordinare il discorso della Chiesa al discorso di Dio, proponendo una ecclesiologia nel senso propriamente teo-logico, ma la recezione del Concilio ha spesso trascurato questa caratteristica qualificante in favore di singole affermazioni ecclesiologiche, si \u00e8 concentrata su singole parole di facile richiamo, favorendo letture unilaterali e parziali della stessa dottrina conciliare.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto concerne l&#8217;ecclesiologia di <em><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19641121_lumen-gentium_it.html\">Lumen gentium<\/a><\/em>, sono restate nella coscienza ecclesiale alcune parole chiave: l&#8217;idea di popolo di Dio, la collegialit\u00e0 dei Vescovi come rivalutazione del ministero dei vescovi insieme con il primato del Papa, la rivalutazione delle Chiese particolari all\u2019interno della Chiesa universale, l&#8217;apertura ecumenica del concetto di Chiesa e l&#8217;apertura alle altre religioni; infine, la questione dello statuto specifico della Chiesa cattolica, che si esprime nella formula secondo cui la Chiesa una, santa, cattolica ed apostolica, di cui parla il Credo, <em>subsistit in<\/em> <em>Ecclesia catholica<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune di queste affermazioni, specialmente quella sullo statuto specifico della Chiesa cattolica con i suoi riflessi in campo ecumenico, costituiscono le principali tematiche affrontate dal documento nei successivi quesiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo quesito chiede come si debba intendere che la Chiesa di Cristo sussiste nella Chiesa cattolica.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando G. Philips scrisse che l\u2019espressione \u201csubsistit in\u201d avrebbe fatto \u00abscorrere fiumi d\u2019inchiostro\u00bb <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftn3\">[3]<\/a>, probabilmente non aveva previsto che la discussione sarebbe continuata cos\u00eca lungo e con tale intensit\u00e0 da spingere la Congregazione per la Dottrina della Fede a pubblicare il presente documento.<\/p>\n\n\n\n<p>Tanta insistenza, d\u2019altronde fondata sui testi conciliari e del Magistero successivo citati, riflette la preoccupazione di salvaguardare l\u2019unit\u00e0 e l\u2019unicit\u00e0 della Chiesa, che verrebbero meno se si ammettesse che vi possano essere pi\u00f9 sussistenze della Chiesa fondata da Cristo. Infatti, come si dice nella Dichiarazione <em>Mysterium Ecclesiae<\/em>, se cos\u00ec fosse si giungerebbe ad immaginare \u00abla Chiesa di Cristo come la somma &#8211; differenziata e in qualche modo unitaria insieme &#8211; delle Chiese e Comunit\u00e0 ecclesiali\u00bb o a \u00abpensare che la Chiesa di Cristo oggi non esista pi\u00f9 in alcun luogo e che, perci\u00f2, debba essere soltanto oggetto di ricerca da parte di tutte le Chiese e comunit\u00e0\u00bb <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftn4\">[4]<\/a>. L&#8217;unica Chiesa di Cristo non esisterebbe pi\u00f9 come \u2018una\u2019 nella storia o esisterebbe solo in modo ideale ossia <em>in fieri<\/em> in una futura convergenza o riunificazione delle diverse Chiese sorelle, auspicata e promossa dal dialogo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora pi\u00f9 esplicita \u00e8 la <em>Notificazione<\/em> della Congregazione per la Dottrina della Fede nei confronti di uno scritto di Leonardo Boff, secondo il quale l&#8217;unica Chiesa di Cristo \u00abpu\u00f2 pure sussistere in altre Chiese cristiane\u00bb; al contrario, &#8211; precisa la <em>Notificazione<\/em> &#8211; \u00abil Concilio aveva invece scelto la parola \u201csubsistit\u201d proprio per chiarire che esiste una sola \u201csussistenza\u201d della vera Chiesa, mentre fuori della sua compagine visibile esistono solo \u201c<em>elementa Ecclesiae\u201d,<\/em> che \u2013 essendo elementi della stessa Chiesa \u2013 tendono e conducono verso la Chiesa cattolica\u00bb <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftn5\">[5]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il terzo quesito chiedeperch\u00e9 sia stata usata l\u2019espressione \u201csubsistit in\u201d e non il verbo \u201cest\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c9 stato precisamente questo cambiamento di terminologia nel descrivere il rapporto tra la Chiesa di Cristo e la Chiesa cattolica che ha dato adito alle pi\u00f9 svariate illazioni, soprattutto in campo ecumenico. In realt\u00e0 i Padri conciliari hanno semplicemente inteso riconoscere la presenza, nelle Comunit\u00e0 cristiane non cattoliche in quanto tali, di elementi ecclesiali propri della Chiesa di Cristo. Ne consegue che l\u2019identificazione della Chiesa di Cristo con la Chiesa cattolica non \u00e8 da intendersi come se al di fuori della Chiesa cattolica ci fosse un \u201cvuoto ecclesiale\u201d. Allo stesso tempo essa significa che, se si considera il contesto in cui \u00e8 situata l&#8217;espressione <em>subsistit in<\/em>, cio\u00e8 il riferimento all&#8217;unica Chiesa di Cristo \u00abin questo mondo costituita e organizzata come una societ\u00e0&#8230; governata dal successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui\u00bb, il passaggio da <em>est<\/em> a <em>subsistit in<\/em> non riveste un particolare significato teologico di discontinuit\u00e0 con la dottrina cattolica precedente.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, poich\u00e9 la Chiesa cos\u00ec voluta da Cristo di fatto continua ad esistere (<em>subsistit in<\/em>) nella Chiesa cattolica, la continuit\u00e0 di sussistenza comporta una sostanziale identit\u00e0 di essenza tra Chiesa di Cristo e Chiesa cattolica. Il Concilio ha voluto insegnare che la Chiesa di Ges\u00f9 Cristo come soggetto concreto in questo mondo pu\u00f2 essere incontrata nella Chiesa cattolica. Ci\u00f2 pu\u00f2 avvenire una sola volta e la concezione secondo cui il \u201csubsistit\u201d sarebbe da moltiplicare non coglie proprio ci\u00f2 che si intendeva dire. Con la parola \u201csubsistit\u201d il Concilio voleva esprimere la singolarit\u00e0 e la non moltiplicabilit\u00e0 della Chiesa di Cristo: esiste la Chiesa come unico soggetto nella realt\u00e0 storica.<\/p>\n\n\n\n<p>Pertanto la sostituzione di \u201cest\u201d con \u201csubsistit in\u201d, contrariamente a tante interpretazioni infondate, non significa che la Chiesa cattolica desista dalla convinzione di essere l&#8217;unica vera Chiesa di Cristo, ma semplicemente significa una sua maggiore apertura alla particolare richiesta dell&#8217;ecumenismo di riconoscere carattere e dimensione realmente <em>ecclesiali<\/em> alle Comunit\u00e0 cristiane non in piena comunione con la Chiesa cattolica, a motivo dei \u201cplura elementa sanctificationis et veritatis\u201d presenti in esse. Di conseguenza, bench\u00e9 la Chiesa sia soltanto una e \u201csussista\u201d in un unico soggetto storico, anche al di fuori di questo soggetto visibile esistono vere realt\u00e0 ecclesiali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il quarto quesito chiede perch\u00e9 il Concilio Vaticano II abbia attribuito il nome di \u201cChiese\u201d alle Chiese orientali non in piena comunione con la Chiesa cattolica.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante l\u2019esplicita affermazione che la Chiesa di Cristo \u201csussiste\u201d nella Chiesa Cattolica, il riconoscimento che, anche al di fuori del suo organismo visibile, si trovano \u201cparecchi elementi di santificazione e di verit\u00e0\u201d <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftn6\">[6]<\/a>, comporta un carattere ecclesiale, anche se diversificato, delle Chiese o Comunit\u00e0 ecclesiali non cattoliche. Anch\u2019esse infatti \u00abnon sono affatto spoglie di significato e di peso\u00bb nel senso che \u00ablo Spirito di Cristo non ricusa di servirsi di esse come strumenti di salvezza\u00bb <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftn7\">[7]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il testo prende in considerazione anzitutto la realt\u00e0 delle Chiese orientali non in piena comunione con la Chiesa cattolica e, richiamandosi a vari testi conciliari, riconosce loro il titolo di \u201cChiese particolari o locali\u201d e le chiama Chiese sorelle delle Chiese particolari cattoliche, perch\u00e9 restano unite alla Chiesa cattolica per mezzo della successione apostolica e della valida eucaristia, \u00abper cui in esse la Chiesa di Dio \u00e8 edificata e cresce\u00bb <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftn8\">[8]<\/a>. Anzi la Dichiarazione <em><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20000806_dominus-iesus_it.html\">Dominus Iesus<\/a><\/em> le chiama espressamente \u00abvere Chiese particolari\u00bb <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftn9\">[9]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Pur con questo esplicito riconoscimento del loro \u201cessere Chiesa particolare\u201d e del valore salvifico incluso, il documento non poteva non sottolineare la carenza (<em>defectus<\/em>), di cui risentono, proprio nel loro essere Chiesa particolare. Infatti, per la loro visione eucaristica della Chiesa, che pone l&#8217;ac\u00adcento sulla realt\u00e0 della Chiesa particolare riunita nel nome di Cristo nella celebrazione dell&#8217;Eucaristia e sotto la guida del vescovo, esse considerano le Chiese particolari <em>complete<\/em> nella loro particolarit\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftn10\">[10]<\/a>. Ne consegue che, stante la fondamentale uguaglianza fra tutte le Chiese particolari e fra tutti i vescovi che le presiedono, esse hanno ciascuna una propria autonomia interna, con evidenti riflessi sulla dottrina del primato, che secondo la fede cattolica \u00e8 un \u201cprincipio costitutivo interno\u201d per l\u2019esistenza stessa di una Chiesa particolare <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftn11\">[11]<\/a>. Naturalmente sar\u00e0 sempre necessario sottolineare che il primato del Successore di Pietro, Vescovo di Roma, non deve essere inteso in modo estraneo o concorrente nei confronti dei Vescovi delle Chiese particolari. Esso deve esercitarsi come servizio all\u2019unit\u00e0 della fede e della comunione, entro i limiti che procedono dalla legge divina e dall\u2019inviolabile costituzione divina della Chiesa contenuta nella Rivelazione <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftn12\">[12]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il quinto quesito chiede perch\u00e9 non venga riconosciuto il titolo di \u201cChiese\u201d alle Comunit\u00e0 ecclesiali nate dalla Riforma.<\/p>\n\n\n\n<p>Al riguardo si deve dire che \u00abla ferita \u00e8 ancora molto pi\u00f9 profonda nelle comunit\u00e0 ecclesiali che non hanno conservato la successione apostolica e l\u2019eucaristia valida\u00bb <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftn13\">[13]<\/a>; pertanto esse \u00abnon sono Chiese in senso proprio\u00bb <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftn14\">[14]<\/a>, ma \u201cComunit\u00e0 ecclesiali\u201d, come attesta l\u2019insegnamento conciliare e post-conciliare <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftn15\">[15]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante queste chiare affermazioni abbiano creato disagio nelle Comunit\u00e0 interessate e anche in campo cattolico, non si vede, d\u2019altra parte, come a tali Comunit\u00e0 possa essere attribuito il titolo di \u201cChiesa\u201d, dal momento che non accettano il concetto teologico di Chiesa in senso cattolico e mancano di elementi considerati essenziali dalla Chiesa cattolica.<\/p>\n\n\n\n<p>Occorre, comunque, ricordare che dette Comunit\u00e0, come tali, per i diversi elementi di santificazione e di verit\u00e0 in esse realmente presenti, hanno indubbiamente un carattere ecclesiale e un conseguente valore salvifico.<\/p>\n\n\n\n<p>Riprendendo sostanzialmente l\u2019insegnamento conciliare e il Magistero post-conciliare, il nuovo documento, promulgato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, costituisce un chiaro richiamo alla dottrina cattolica sulla Chiesa. Oltre a fugare visioni inaccettabili, tuttora diffuse nello stesso ambito cattolico, esso offre preziose indicazioni anche per il proseguimento del dialogo ecumenico, che resta sempre una delle priorit\u00e0 della Chiesa cattolica, come ha confermato anche Benedetto XVI gi\u00e0 nel suo <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/messages\/pont-messages\/2005\/documents\/hf_ben-xvi_mes_20050420_missa-pro-ecclesia_it.html\">primo messaggio alla Chiesa<\/a> (20 aprile 2005) e in tante altre occasioni, specie nel suo viaggio apostolico in Turchia (28 novembre \u2013 1 dicembre 2006). Ma perch\u00e9 il dialogo possa veramente essere costruttivo, oltre all\u2019apertura agli interlocutori, \u00e8 necessaria la fedelt\u00e0 alla identit\u00e0 della fede cattolica. Solo in tal modo si potr\u00e0 giungere all\u2019unit\u00e0 di tutti i cristiani in \u201cun solo gregge e un solo pastore\u201d (Gv 10, 16) e sanare cos\u00ec quella ferita che tuttora impedisce alla Chiesa cattolica la realizzazione piena della sua universalit\u00e0 nella storia.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ecumenismo cattolico pu\u00f2 presentarsi a prima vista paradossale. Con l\u2019espressione \u201csubsistit in\u201d, il Concilio Vaticano II volle armonizzare due affermazioni dottrinali: da un lato, che la Chiesa di Cristo, malgrado le divisioni dei cristiani, continua ad esistere pienamente soltanto nella Chiesa cattolica, e, dall\u2019altro lato, l\u2019esistenza di numerosi elementi di santificazione e di verit\u00e0 al di fuori della sua compagine, ovvero nelle Chiese e Comunit\u00e0 ecclesiali che non sono ancora in piena comunione con la Chiesa cattolica. Al riguardo lo stesso Decreto del Concilio Vaticano II sull\u2019ecumenismo <em><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_decree_19641121_unitatis-redintegratio_it.html\">Unitatis redintegratio<\/a> <\/em>aveva introdotto il termine <em>plenitudo (unitatis\/catholicitatis)<\/em> proprio per aiutare a comprendere meglio questa situazione in certo qual modo paradossale. Bench\u00e9 la Chiesa cattolica abbia la pienezza dei mezzi di salvezza, \u00abtuttavia le divisioni dei cristiani impediscono che la Chiesa stessa attui la pienezza della cattolicit\u00e0 ad essa propria in quei figli, che le sono bens\u00ec uniti col battesimo, ma sono separati dalla sua piena comunione\u00bb <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftn16\">[16]<\/a>. Si tratta dunque della pienezza della Chiesa cattolica, che \u00e8 gi\u00e0 attuale e che deve crescere nei fratelli non in piena comunione con essa, ma anche nei propri figli che sono peccatori \u00abfino a che il popolo di Dio pervenga nella gioia a tutta la pienezza della gloria eterna nelle celeste Gerusalemme\u00bb <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftn17\">[17]<\/a>. Il progresso nella pienezza \u00e8 radicato nel dinamismo dell\u2019unione con Cristo: \u00abL\u2019unione con Cristo \u00e8 allo stesso tempo unione con tutti gli altri ai quali Egli si dona. Io non posso avere Cristo solo per me; posso appartenergli soltanto in unione con tutti quelli che sono diventati o diventeranno suoi. La comunione mi tira fuori da me stesso verso di Lui, e cos\u00ec anche verso l\u2019unit\u00e0 con tutti i cristiani\u00bb <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftn18\">[18]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftnref1\">[1]<\/a> PAOLO VI, <em><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/paul_vi\/speeches\/1964\/documents\/hf_p-vi_spe_19641121_conclusions-iii-sessions_it.html\">Discorso a chiusura del III periodo del Concilio<\/a> <\/em>(21 novembre 1964)<em>:<\/em> EV 1, 290*.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftnref2\">[2]<\/a> <em>Ibid<\/em>., 283*.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftnref3\">[3]<\/a> G. PHILIPS, <em>La Chiesa e il suo mistero<\/em> <em>nel Concilio Vaticano II<\/em> (Milano 1975), I, 111.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftnref4\">[4]<\/a> CONGR. PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Dich. <em>Mysterium Ecclesiae<\/em>, 1: EV 4, 2566.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftnref5\">[5]<\/a> CONGR. PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, <em>Notificazione in merito allo scritto di p. Leonardo Boff: Chiesa. carisma e potere<\/em>: EV 9, 1426. Il passo della <em>Notificazione<\/em>, pur non essendo formalmente citato nel \u201c<em>Responsum<\/em>\u201d, si trova riportato integralmente nella Dichiarazione <em><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20000806_dominus-iesus_it.html\">Dominus Iesus<\/a><\/em>, nella nota 56 del n. 16.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftnref6\">[6]<\/a> CONC. ECUMEN. VATICANO II, Cost. dogm. <em><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19641121_lumen-gentium_it.html\">Lumen gentium<\/a><\/em>, n. 8<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftnref7\">[7]<\/a> CONC. ECUMEN. VATICANO II, Decr. <em><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_decree_19641121_unitatis-redintegratio_it.html\">Unitatis redintegratio<\/a><\/em>, n. 3.4<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftnref8\">[8]<\/a> CONC. ECUMEN. VATICANO II, Decr. <em><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_decree_19641121_unitatis-redintegratio_it.html\">Unitatis redintegratio<\/a><\/em>, n. 15.1.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftnref9\">[9]<\/a> CONGR. PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Dich. <em><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20000806_dominus-iesus_it.html\">Dominus Iesus<\/a><\/em>, n. 17: EV 19, 1183.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftnref10\">[10]<\/a> Cf. COMITATO MISTO CATTOLICO-ORTODOSSO IN FRANCIA, <em>Il primato romano nella comunione delle Chiese<\/em>, Conclusioni: in \u201cEnchiridion oecumenicum\u201d (1991), vol. 4, n. 956.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftnref11\">[11]<\/a> Cf. CONGR. PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Lettera <em><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_28051992_communionis-notio_it.html\">Communionis notio<\/a><\/em>, n. 17: EV 13, 1805.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftnref12\">[12]<\/a> Cf. CONGR. PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Considerazioni su <em>Il primato del Successore di Pietro nel mistero della Chiesa<\/em>, n. 7 e n.10, in: <em>Il primato del Successore di Pietro nel mistero della Chiesa<\/em>, Documenti e Studi, Libreria Editrice Vaticana, 2002, 16 e 18.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftnref13\">[13]<\/a> CONGR. PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Lettera <em><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_28051992_communionis-notio_it.html\">Communionis notio<\/a><\/em>, n. 17: EV 13, 1805<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftnref14\">[14]<\/a> CONGR. PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Dichiarazione <em><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20000806_dominus-iesus_it.html\">Dominus Iesus<\/a><\/em>, n. 17: EV 19, 1184.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftnref15\">[15]<\/a> Cf. CONC. ECUMEN. VATICANO II, Decreto <em><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_decree_19641121_unitatis-redintegratio_it.html\">Unitatis redintegratio<\/a><\/em>, n. 4; GIOVANNI PAOLO II, Lettera apost. <em><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/john_paul_ii\/apost_letters\/documents\/hf_jp-ii_apl_20010106_novo-millennio-ineunte_it.html\">Novo millennio ineunte<\/a><\/em> (2001), n. 48: EV 20, 99.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftnref16\">[16]<\/a> CONC. ECUMEN. VATICANO II, Decreto <em><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_decree_19641121_unitatis-redintegratio_it.html\">Unitatis redintegratio<\/a><\/em>, n. 4.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftnref17\">[17]<\/a> CONC. ECUMEN. VATICANO II, Decreto, <em><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_decree_19641121_unitatis-redintegratio_it.html\">Unitatis redintegratio<\/a><\/em>, n. 3.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"yui_3_15_0_1_1611313050115_201\"><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html#_ftnref18\">[18]<\/a> BENEDETTO XVI, Lettera Enc. <em><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20051225_deus-caritas-est_it.html\">Deus caritas est<\/a><\/em>, n.14: AAS 98 (2006) 228-229.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ARTICOLO DI COMMENTOaiResponsa ad quaestiones de aliquibus sententiisad doctrinam de Ecclesia pertinentibus Le diverse questioni alle quali la Congregazione per la Dottrina della Fede intende rispondere vertono sulla visione generale della Chiesa quale emerge dai documenti di carattere dogmatico ed ecumenico del Concilio Vaticano II, il concilio \u201cdella Chiesa sulla [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[100],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.sbkcescvs.ch\/ivescovi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7971"}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.sbkcescvs.ch\/ivescovi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.sbkcescvs.ch\/ivescovi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.sbkcescvs.ch\/ivescovi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.sbkcescvs.ch\/ivescovi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7971"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/staging.sbkcescvs.ch\/ivescovi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7971\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9290,"href":"https:\/\/staging.sbkcescvs.ch\/ivescovi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7971\/revisions\/9290"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.sbkcescvs.ch\/ivescovi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7971"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.sbkcescvs.ch\/ivescovi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7971"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.sbkcescvs.ch\/ivescovi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7971"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}