{"id":6582,"date":"2020-09-24T03:55:23","date_gmt":"2020-09-24T01:55:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivescovi.ch\/?p=6582"},"modified":"2021-02-03T11:19:43","modified_gmt":"2021-02-03T10:19:43","slug":"la-pastorale-dei-migranti-ai-tempi-del-coronavirus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.sbkcescvs.ch\/ivescovi\/la-pastorale-dei-migranti-ai-tempi-del-coronavirus\/","title":{"rendered":"\u00abNostalgia della vicinanza\u00bb e pandemia: la pastorale dei migranti ai tempi del coronavirus"},"content":{"rendered":"<div class=\"attribute-short_description\">\n<p><strong>In occasione della Giornata dei migranti del 27 settembre 2020, migratio, l\u2019Ufficio della Conferenza dei vescovi svizzeri per migranti e itineranti, ha svolto un piccolo sondaggio sulla \u00abPastorale dei migranti al tempo di Covid-19\u00bb tra le comunit\u00e0 alloglotte che segue a livello nazionale. Il testo qui di seguito riassume i risultati pi\u00f9 importanti del sondaggio.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"attribute-description\">\n<p><i>Autori: Karl-Anton Wohlwend, direttore nazionale a.i. migratio, e Mirjam Kromer, collaboratrice scientifica migratio<\/i><\/p>\n<p><i>&nbsp; <\/i><\/p>\n<p>In seguito alla pandemia da coronavirus, la Chiesa cattolica svizzera ha dovuto affrontare molte sfide nuove. Nel corso degli ultimi sei mesi, gli operatori pastorali e i fedeli hanno trovato numerose risposte a queste sfide \u2013 e anche nuove domande. La creativit\u00e0, l\u2019empatia e la gioia di sperimentare cose nuove sono state messe alla prova. Si sono percorse nuove strade. In molti casi con successo, in altri senza. <a href=\"https:\/\/www.ivescovi.ch\/\" target=\"_self\" rel=\"noopener noreferrer\">[1]<\/a> La situazione nelle comunit\u00e0 alloglotte (missioni\/luoghi di pastorale) era per molti versi simile a quella delle parrocchie locali \u00absvizzere\u00bb. La cura pastorale \u00e8 orientata ai destinatari e ai bisogni. Nel caso di comunit\u00e0 alloglotte, il background migratorio caratterizza i bisogni (spirituali) della maggioranza dei loro membri. La solitudine, ad esempio, non \u00e8 un aspetto specifico della migrazione, tuttavia pu\u00f2 essere esacerbato dalla storia migratoria di una persona, se ha la famiglia lontana o subisce l\u2019isolamento dovuto a barriere linguistiche. Gli operatori pastorali delle comunit\u00e0 alloglotte devono tenerne adeguatamente conto.<\/p>\n<p><b>Mobilit\u00e0 digitale legata alla propria storia di migrazione<\/b><\/p>\n<p>Gi\u00e0 prima della crisi causata dal coronavirus, nelle comunit\u00e0 alloglotte molte persone utilizzavano Skype, Whatsapp e i social media per rimanere in contatto con parenti e amici lontani. Sono abituate a questo tipo di comunicazione e spesso mantengono la propria competenza digitale fino in et\u00e0 avanzata. Ma anche in questi casi la dimensione spirituale \u00e8 nuova. La seguente testimonianza arriva da una missione: \u00abLa distanza fisica ci ha avvicinati ancora di pi\u00f9 spiritualmente, ci siamo sentiti legati nella recita quotidiana del rosario, nelle devozioni del mercoled\u00ec e nelle funzioni religiose comuni\u00bb &#8211; tutto online, tutto live. E quindi proprio per questo era anche tutto in comune.<\/p>\n<p><b>Celebrare la comunit\u00e0 <\/b><\/p>\n<p>Nel caso delle missioni e dei luoghi di pastorale alloglotti si nota quanto sia forte l\u2019aspetto di comunit\u00e0 come parte essenziale della pratica di fede, che va ben oltre il culto e la preghiera comune. Le comunit\u00e0 non solo festeggiano insieme, ma celebrano anche la comunit\u00e0 stessa in quanto tale. Questo lo si pu\u00f2 notare dal programma delle attivit\u00e0 concomitanti alle funzioni religiose, che spesso riempie un\u2019intera giornata. Il venir meno di questi luoghi di incontro e di comunit\u00e0 \u00e8 quindi particolarmente doloroso per molti membri di comunit\u00e0 alloglotte: \u00abci mancano molto\u00bb \u2013 dichiarano. Questa \u00abnostalgia della vicinanza\u00bb \u00e8 stata affrontata in vari modi, nell\u2019intento di non lasciare le persone sole e per mantenere vivo il senso di comunit\u00e0, ad esempio attraverso incontri comunitari online o caffetterie online. Cos\u00ec in alcuni luoghi la comunit\u00e0 \u00e8 addirittura cresciuta: le cosiddette \u00abmissioni minoritarie\u00bb sono seguite singolarmente da un sacerdote, che celebra regolarmente con loro le funzioni religiose in diverse localit\u00e0 della Svizzera. Tramite funzioni religiose interattive e in streaming, catechesi o ritiri spirituali prima della Pasqua, i fedeli, che altrimenti celebrano in luoghi diversi, hanno avuto modo di conoscersi. E altri che avevano perso il contatto con una missione lo hanno ritrovato proprio attraverso le proposte online.<\/p>\n<p><b>Non malati, ma comunque colpiti<\/b><\/p>\n<p>Alcuni fedeli delle comunit\u00e0 alloglotte hanno sperimentato gli effetti del coronavirus in modo particolarmente drastico. Ad esempio, i sans-papiers, soprattutto a Ginevra: oltre alla paura del contagio, hanno spesso subito la perdita del lavoro e l\u2019impossibilit\u00e0 di recarsi negli uffici. Ci sono poi persone che hanno le loro radici in Italia, Spagna o in America Latina: quasi ognuna di loro conosce qualcuno che si \u00e8 ammalato. Molte hanno perso un parente o un amico e hanno sentito il virus improvvisamente molto vicino. Per questo tornano sui banchi delle chiese solo con grande cautela. Gli operatori pastorali di queste comunit\u00e0 hanno di solito un background migratorio simile a quello degli altri membri della comunit\u00e0 linguistica. Condividono quindi questo orizzonte di esperienze e possono rispondere alle esigenze che ne derivano.<\/p>\n<p><b>Insieme sulla strada del futuro <\/b><\/p>\n<p>Tra le comunit\u00e0 alloglotte, migratio percepisce una grande senso di gratitudine per essere in cammino insieme a loro &#8211; soprattutto in questo momento. Secondo un missionario, gli ultimi mesi sono stati istruttivi sotto molti aspetti. Molte persone sono diventate pi\u00f9 consapevoli del fatto che non siamo in grado di bastare a noi stessi e abbiamo invece bisogno degli altri, della nostra controparte: l&#8217;uomo pu\u00f2 esistere solo in comunit\u00e0 con gli altri. Da questo punto di vista, il coronavirus offre l\u2019opportunit\u00e0 di fare nuovi incontri con comunit\u00e0 alloglotte o parrocchie locali e sviluppare anche un maggior senso di appartenenza e una maggiore consapevolezza del valore della convivenza. Nei prossimi anni migratio sosterr\u00e0 questo percorso di pastorale d\u2019insieme con un progetto. Da ci\u00f2 potranno nascere cose nuove.<\/p>\n<p><i>&nbsp;&nbsp; <\/i><\/p>\n<p><b>Contatto:<\/b><\/p>\n<p>Karl-Anton Wohlwend, Direttore nazionale a.i. migratio, +41 79 339 81 61, <a class=\"email\" href=\"mailto:karlanton.wohlwend@migratio.ch\" target=\"_self\" rel=\"noopener noreferrer\">karl\u2011anton.wohlwend@migratio.ch<\/a><u> <\/u><\/p>\n<p><i>&nbsp;&nbsp; <\/i><\/p>\n<p>Friburgo 24.9.2020<\/p>\n<table class=\"mitRahmen\" cellspacing=\"0\">\n<tbody>\n<tr class=\"bglight\">\n<td class=\"td1\" valign=\"top\"><b>&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/b><b>\u00abmigratio e pastorale dei migranti in Svizzera\u00bb<\/b><br \/>\nIn Svizzera, quasi il 40% dei cattolici ha un background migratorio. Sono tutti membri di un\u2019unica chiesa multilingue e culturalmente varia e contribuiscono a plasmare la vita ecclesiale in vari modi. Per tener conto del plurilinguismo e della diversit\u00e0 culturale dei cattolici in Svizzera, attualmente sono disponibili per la loro cura pastorale circa 110 missioni o centri di cura pastorale in altre lingue. <a href=\"https:\/\/www.ivescovi.ch\/null#_ftnref2\" target=\"_self\" rel=\"noopener noreferrer\">[2]<\/a> La maggior parte di esse \u00e8 organizzata a livello cantonale o locale, alcune sono organizzate a livello nazionale.<br \/>\nIn qualit\u00e0 di Ufficio della Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS), migratio ha la responsabilit\u00e0 di garantire un\u2019adeguata cura pastorale per i migranti a livello nazionale. migratio condivide anche la responsabilit\u00e0 della cura pastorale nei centri federali di asilo, la cura pastorale degli itineranti e, come nuovo servizio, la cura pastorale di giostrai e artisti circensi.<br \/>\nQuesta molteplicit\u00e0 della (e nella) Chiesa rappresenta un\u2019opportunit\u00e0 e al tempo stesso una sfida. Per questo motivo, insieme alla Conferenza centrale cattolica romana della Svizzera, la CVS ha elaborato un piano globale per il futuro della pastorale dei migranti. Il piano deve servire come base per lavorare insieme, nei prossimi anni, all\u2019obiettivo di promuovere un maggior senso di appartenenza e una consapevolezza del valore della convivenza<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table class=\"mitRahmen\" cellspacing=\"0\">\n<tbody>\n<tr class=\"bglight\">\n<td class=\"td1\" valign=\"top\"><b>&nbsp;&nbsp; <\/b><b>\u00abPastorale cattolica degli itineranti\u00bb<\/b><br \/>\nL\u2019Ufficio migratio non \u00e8 solo responsabile della cura pastorale dei migranti, ma anche delle persone in cammino. Questo include gli itineranti cattolici. Gli Jenish sono cittadine e cittadini svizzeri di cultura nomade o seminomade e costituiscono una minoranza ufficialmente riconosciuta in Svizzera. La crisi dovuta al coronavirus li ha colpiti in modo particolarmente duro: molti di loro hanno perso il lavoro. Inoltre, la situazione, spesso di per s\u00e9 gi\u00e0 difficile, \u00e8 ulteriormente peggiorata a causa delle necessarie regole di distanziamento. Un\u2019altra sfida \u00e8 costituita dal lavoro missionario attivo di alcuni movimenti religiosi.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><b>&nbsp;<\/b><\/p>\n<p><b>&nbsp;&nbsp; <\/b><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ivescovi.ch\/\" target=\"_self\" rel=\"noopener noreferrer\">[1]<\/a> Si veda ad esempio il corrente studio ecumenico e internazionale sull&#8217;azione della Chiesa nel periodo del coronavirus, con particolare attenzione all&#8217;aspetto della \u00abdigitalit\u00e0\u00bb, su Contoc (<a title=\"https:\/\/www.contoc.org\" href=\"https:\/\/www.contoc.org\" target=\"_self\" rel=\"noopener noreferrer\">CONTOC<\/a>).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ivescovi.ch\/\" target=\"_self\" rel=\"noopener noreferrer\">[2]<\/a> Cfr. Regula Ruflin, Samuel Wetz, Patrick Renz, Daniel Kosch, Migrantenpastoral in der Schweiz. Auswertung einer Erhebung der Ist-Situation und ihrer Beurteilung. Socialdesign AG su incarico del Consiglio di cooperazione CVS-RKZ, Berna 2018.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione della Giornata dei migranti del 27 settembre 2020, migratio, l\u2019Ufficio della Conferenza dei vescovi svizzeri per migranti e itineranti, ha svolto un piccolo sondaggio sulla \u00abPastorale dei migranti al tempo di Covid-19\u00bb tra le comunit\u00e0 alloglotte che segue a livello nazionale. 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