{"id":2638,"date":"2006-05-05T18:29:00","date_gmt":"2006-05-05T16:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bischoefe.ch\/?p=2638"},"modified":"2021-02-01T10:35:03","modified_gmt":"2021-02-01T09:35:03","slug":"messaggio-ai-buddisti-per-la-festa-di-vesakh-2006","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.sbkcescvs.ch\/ivescovi\/messaggio-ai-buddisti-per-la-festa-di-vesakh-2006\/","title":{"rendered":"Messaggio ai buddisti per la Festa di Vesakh 2006"},"content":{"rendered":"<div id=\"yui_3_15_0_1_1589473808367_196\" class=\"attribute-description\">\n<div id=\"yui_3_15_0_1_1592610359620_196\" class=\"attribute-description\">\n<p><i>Cari amici buddisti,&nbsp;<\/i><\/p>\n<p>1. Da parte del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, porgo a voi e a tutte le comunit\u00e0 buddiste del mondo i miei migliori auguri per il Vesakh. Spero che possiate trascorrere una festa gioiosa.<\/p>\n<p>2. Come \u00e8 ormai consuetudine, vorrei cogliere quest\u2019occasione per condividere con voi alcuni pensieri che possano aiutare a rafforzare le relazioni fra le nostre due comunit\u00e0. Quest\u2019anno queste riflessioni si basano sulla prima enciclica di Papa Benedetto XVI ai cattolici di tutto il mondo. Questa lettera, <i> Dio \u00e8 amore<\/i>, o secondo il titolo latino <i> <a title=\"https:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20051225_deus-caritas-est_it.html\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20051225_deus-caritas-est_it.html\" target=\"_self\" rel=\"noopener noreferrer\">Deus caritas est<\/a><\/i> ( <a title=\"https:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20051225_deus-caritas-est_it.html\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20051225_deus-caritas-est_it.html\" target=\"_self\" rel=\"noopener noreferrer\">DCE<\/a>), esamina la natura dell\u2019amore. Sua Santit\u00e0 il Papa \u00e8 convinto che questo termine, cos\u00ec frequentemente usato ma cos\u00ec spesso male interpretato, deve ritrovare il suo significato pi\u00f9 autentico per divenire un faro per la vita di ogni giorno.<\/p>\n<p>3. Papa Benedetto parla di due tipi di amore: il primo, l\u2019<i>eros<\/i>, l\u2019amore fra un uomo ed una donna, un amore che cerca la propria soddisfazione personale; il secondo, l\u2019<i>agape<\/i>, un amore che ricerca il bene dell\u2019altro, anche se quest\u2019altro pu\u00f2 non piacere o addirittura essere sconosciuto. Per i cristiani questo secondo tipo di amore \u00e8 possibile solo se si fonda sull\u2019amore per Dio, in risposta all\u2019amore di Dio per gli esseri umani. Cos\u00ec l\u2019amore per Dio e quello per i propri simili sono inseparabili, e formano un unico comandamento. \u201cL\u2019amore cresce attraverso l\u2019amore. L\u2019amore \u00e8 \u2018divino\u2019 perch\u00e9 viene da Dio e ci unisce a Dio\u201d ( <a title=\"https:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20051225_deus-caritas-est_it.html\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20051225_deus-caritas-est_it.html\" target=\"_self\" rel=\"noopener noreferrer\">DCE<\/a>, 18).<\/p>\n<p>4. Noi cristiani crediamo che la perfetta manifestazione dell\u2019<i>agape<\/i> \u00e8 fondata su Ges\u00f9 Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo, che spese tutta la sua vita predicando, con le parole e le opere, la Buona Novella dell\u2019amore di Dio. La manifestazione estrema di questo amore fu quando Ges\u00f9 diede la propria vita per l\u2019intera umanit\u00e0. Ancor di pi\u00f9 Ges\u00f9 \u00e8 la fonte dell\u2019<i>agape<\/i>, in particolare con il dono di s\u00e9 nell\u2019Eucarestia. Attingendo a questa fonte, i cristiani cercano di seguire le orme di Ges\u00f9 manifestando amore verso i loro fratelli e sorelle, specialmente verso i poveri ed i sofferenti.<\/p>\n<p>5. Attraverso il nostro dialogo noi abbiamo potuto apprezzare l\u2019importanza che voi buddisti date all\u2019amore verso il prossimo che si esprime nel concetto di <i>metta<\/i>, un amore privo del desiderio di possesso ma volto ad aiutare gli altri. Esso viene considerato come un amore che \u00e8 pronto a sacrificare i propri interessi a beneficio dell\u2019umanit\u00e0. Cos\u00ec <i>metta<\/i>, secondo l\u2019insegnamento buddista,<i> <\/i>non si limita ad un pensiero benevolo, ma si estende all\u2019adempimento di opere di carit\u00e0, al servizio di ognuno e di tutti. E\u2019 davvero una benevolenza universale. N\u00e9 si deve dimenticare l\u2019altra virt\u00f9, <i>karuna<\/i>, attraverso la quale si manifesta compassione amorevole verso tutti gli esseri viventi.<\/p>\n<p>6. In questo mondo, nel quale si usa e si abusa tanto della parola amore, non sarebbe utile se i buddisti ed i cristiani riscoprissero il suo significato originale a partire dalle proprie rispettive tradizioni e condividessero gli uni con gli altri ci\u00f2 che hanno compreso? Sarebbe un incoraggiamento, per i seguaci di entrambe le tradizioni, a lavorare insieme per costruire delle relazioni basate sull\u2019amore e sulla verit\u00e0, a promuovere il reciproco rispetto, a portare avanti il dialogo ed un\u2019ulteriore collaborazione a servizio dei bisognosi.<\/p>\n<p>7. Queste considerazioni mi conducono ad un augurio finale, e cio\u00e8 che la festa di Vesakh possa essere un tempo nel quale l\u2019amicizia fra buddisti e cristiani si consolidi e si rafforzi la collaborazione in uno spirito di <i> agape<\/i> e di <i>metta<\/i>. Con questo spirito vi auguro un Felice Vesakh.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cari amici buddisti,&nbsp; 1. Da parte del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, porgo a voi e a tutte le comunit\u00e0 buddiste del mondo i miei migliori auguri per il Vesakh. Spero che possiate trascorrere una festa gioiosa. 2. 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